La maleducazione è una virtù.

3 Novembre 2009

Ecco, il danno è fatto. Parlo del barbaresco e il caso vuole che mi capiti davanti qualcosa del genere.

Luca Barbareschi
“LA PAGA DA DEPUTATO? NON BASTA, MI TOCCA LAVORARE”

47,70% di presenze in Parlamento. Per il resto gira l’Italia con il suo nuovo spettacolo teatrale
[Alessandro Ferrucci, Il Fatto Quotidiano, 31 ottobre 2009]

“Non faccio niente. Ma con un impegno della madonna…”, recita Luca Barbareschi nel suo ultimo avoro teatrale. Lui è regista e primo attore di un musical nato da un’idea di Giorgio Gaber. Gira ’Italia. Ancona, Roma, Napoli, Crotone e ancora…

Mi scusi, come concilia un impegno del genere con la sua attività parlamentare?

“Beh, non capisco la domanda: ho oltre l’80% di presenze”

Sicuro? I dati ufficiali della Camera raccontano di un 47,70%…

“Ah si. Vabbè, è quasi la metà. È la stessa cosa”.

Non proprio…

“Senta, io lavoro molto più di lei (è la prima volta che ci parliamo, ndr). Dormo quattro ore a notte, ono in piedi dalle sei del mattino e sono in grado di organizzare il lavoro”.

Però dalla commissione Trasporti, della quale lei è vice-presidente, lamentano le continue assenze…

“Saranno i suoi amici a dire certe cose. In un anno emezzo ho presentato quattro proposte di legge e ne ho portato a casa una. Sono uno dei più efficienti!”

Bene. Lei però, ha spesso denunciato il malaffare italiano, il lassismo politico: non crede che la complessità della macchina statale meriterebbe un po’ più d’attenzione?

“Nooo. Eppoi non potrei permettermelo: non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico”

Ma sono circa 23mila euro lordi al mese, più tutti i benefit…

“E allora? Non sono mica nato da una famiglia ricca. Nessuno mi ha lasciato niente”.

Per lei, Montecitorio è un secondo lavoro…

“È facile parlare per voi! Voi giornalisti siete la vera casta, la feccia. Ora avete chiamato me come se fossi il male assoluto”.

Eravamo incuriositi dalla sua poliedricità…

“No! I nemici sono i giornalisti ladri. Sono la maggior parte, solo che non li becca mai nessuno. Intoccabili. Inoltre i problemi della vita sono altri…”

Quali?

“I ladri, i farabutti e tutti quelli come loro”.

Ma proprio non vede la necessità di maggiore impegno parlamentare?

“In Israele chi fa il deputato deve lasciare ogni altro lavoro”

Appunto…

“Da noi non è così. Ho anche una attività imprenditoriale da mandare avanti…”

Pure …

“Sì. E sono bravissimo. Mi basta un’ora per dare le direttive giuste e farle eseguire”.

Sarà stanchissimo…

“Cosa? Non ho capito…”

Sento la sua voce molto affaticata…

“Ah! Lo ripeto: mi sveglio presto, lavoro, e poi alle cinque vado a teatro per le prove. Anzi, la saluto, devo andare. Saluti Travaglio, mi piace molto come lavora”

Sì, sono le 16.30, è ora di correre al Quirino di Roma. Sono gli ultimi giorni, poi via per una lunga tournee, lontano dalla Capitale. Buon viaggio, e non si stanchi troppo, onorevole Barbareschi.

Un po' son sorpreso, un po' no (il lessico ricorda un altro tizio un po' più pelato), ma soprattutto, mi vien da pensare solo una cosa: maleducato.
E se potessi glielo vorrei dire in faccia. Maleducato.


Chi si rassegna?

1 Novembre 2009

Nel senso della stampa. Che in effetti costringe a rassegnarsi un po’:

- in primis, che senso ha dare una non notizia?

(che poi, il titolo preciso era “Anche se condannato resterei al mio posto per vedere fino a che punto si può ignorare la democrazia”).

- c’è una notizia vera (credo) per qualsiasi situazione paradossale o da manuale di giornalismo:

1

2 (e Augusto, il coccodrillo albino dalla pronunscia blesa©, non può non concordare)

3

- Epzibah è convinto che i maya siano stati persino troppo ottimisti, ma non può dirlo per contratto, perché purtroppo (purtroppo lo dice lui) ha avuto un ingaggio importante da emmerich, e quindi per contratto deve esser lieto oltre ogni dire (peraltro, e ciò lo rende ancor più lieto, ha battuto il barbaresco, al provino).


Comando io

20 Ottobre 2009

La questione Mesiano mi fa pensare a cosa sarebbe stata la Stasi, se ci fosse stata una leggemammì all’epoca. Gli effetti a lungo termine della maestra tv – che è evidentemente più lassista della Luna – stanno cominciando a palesarsi; ergo, dopo i dovuti chiarimenti sulle sigarette, costati solo qualche migliaio di tumori, negli ultimi sessant'anni, i prossimi a chiarirsi – e mai troppo presto – saranno i risultati che la tv ha nel lungo termine su apprendimento e imbarbarimento.
Successivamente, magari, passeremo agli effetti del cellulare sul cervello*. Nel frattempo invece prosit (messaggio allusivo in salsa televisiva? Brigate rosse condite alla studio aperto?). In ogni caso, che senso ha? (studioaperto, dico).
Luttazzi, invece, di senso ne ha a iosa.

*Ovviamente ne riparliam tra una cinquantina d’anni.


La pubblicità è l’anima del commercio, ma non ha un’anima

12 Ottobre 2009

Allora, tra le millemila cose che mi perplimono abitualmente, ce ne sono alcune che in questo periodo travalicano qualsiasi senso e tutti i sensi assennati. Non è però il momento più opportuno per parlarne, perché – dice il saggio "si sparli, purché se ne parli"  - e con certi soggetti ogni offesa è una lusinga. Perciò, fermo restando il declino ormai implacabile che la Cosa Pubblica (intesa soprattutto come proprietà dello Stato) ha raggiunto in termini di incuria (la democrazia funziona davvero male, se è mal alimentata in termini di conoscenza e informazione), direi che è altro quello che m'indigna, quest'oggi*.
Il fatto che si sia riesumata fuoritempo massimo la pubblicità con maicbongiorno per lanciare il di lui figlio – il di lui figlio che immagino abbia altri talenti, oltre a quello di essere un classico e italico esempio di "figlio di" – mi fa venir voglia di prendermela con Meucci (Bell per gli anglofoni).

*in verità no, mi indigna un po' tutto, ma poi sembro matto.


In & out, ovvero il ficcamasi

1 Ottobre 2009

Devo confessar di aver studiato SdC, da giovinotto. In sè, questa cosa non costituisce né un bene né un male (a dire il vero un male sì, se esser velleitari è scorretto). Nella contingenza dell'italica realtà, però, tutto può assumere tinte più fosche nel giro di qualche anno, e si può ad esempio scoprire di aver scampato per puro caso una cattedra e un esame in mano a uno che di comunicazione ha capito talmente tanto che non avrebbe preso in nessun caso più di 14, a un qualsiasi esame della suddetta facoltà, possibilmente senza docente, ma anche senza assistenti; praticamente persino dandosi il voto da solo, mostrando il massimo della comprensione e del trasporto, nonché dell'indulgenza.
Trovandosi dall'altra parte della barricata, chissà cosa avrà combinato. Se ha capito quel che ha capito di certi concetti basilari (franza o spagna), sicuramente non posso far altro che inchinarmi. Beccarsi il plauso del buon gasparro non può non esser motivo di orgoglio, in fondo. Quel che mi preoccupa è il proselitismo, che par andare oltre l'umana decenza.


Il sonno della tecnologia genera mostri

23 Settembre 2009

Incredilmente, ma non troppo, c’è chi risolve problemi irrisolti per
conto terzi, e senza neanche averne contezza. Nel caso specifico,
qualcuno ha bypassato il problema firewall prima che mi servisse (o
dopo, ma è uguale). Ergo, forse funziona.


La brunetta dei ricchi a spese dei poveri

30 Luglio 2009

Orbene, quando si vuol descrivere qualcosa che sembra sublime quanto una faccia a metà tra boldi e tyson su una barbie a dimensione umana, bisogna indubbiamente tagliar corto con le parole, e consigliare di immolarsi nella lettura dell’intervista del povero Zincone alla brunetta dei ricchi a spese dei poveri. Maneggiare, però, con molta molta cura.

(Peraltro, noto che l’autosuggestione funziona in modo finanche fastidioso).

Non potendo chiudere senza un quesito, mi pongo un quesito: come si sposa l’inasprimento delle pene per i “pirati della strada” con il condono delle multe ai pilotastri di casa nostra?


La danza delle sette veline

14 Luglio 2009

I vecchi approcci teorico/storici su internet (genesi, peculiarità e blabla) si fossilizzavano tronfi e ottimistici sulla differenza – marcatissima – tra questa e gli altri media, obsoleti e poco funzionali perché monodimensionali e non adeguatamente interattivi*. I fatti, col tempo, danno sempre meno ragione all’ottimismo di fondo: Lévy non funziona, ergo e-democracy, web 2.0 e simili sono a carissimo amico (ma diciamo che qual cosina di basso profilo va, giusto per non essere catastrofisti); la scrittura un po’ galleggia e un po’ no; le nius procedono, ma vivono di vita propria e non incidono adeguatamente sulla realtà.
La questione precipua, però, è che essere nemici di se stessi non è bene. Dov’è il confine brechtiano tra internet e i vecchi media? Perché bisogna replicare
anche su si nobili (eventuali) strumenti gli stessi vizi
del veliname televisivo? In Italia siamo defintivamente maschilisti (e maschiliste)?

*Ma non è del tutto vero, l’interazione c’è. Fede è al tiggiquattro, e per interazione il basso al governo.


7 Luglio 2009

Giustizia è in parte fatta. Una parte piccola piccola, ma che c’è, ed è quello che conta.


Mazzelle di bufala

2 Luglio 2009

Orbene, vorrei tanto ringraziar:
- il giudice mazzella, per il suo spiccatissimo senso dell’opportunità . Leggo e m’indigno e mi perplimo, ma sicuramente dipende dal fatto che non capisco (ahimé) le trame della DEMOCRAZIA per combattere eventuali totalitarismi (quali?).
- questa galleria fotografica , per la poliedricità.
- il ristoratore dei giapponesi che ha tentato di fare il fenomeno*.
- l’amico del gibbone.

*bisognerebbe aprire un capitolo sulla perdita del senso del tempo, di questi tempi. Per frodare 600 euro circa, il fenomeno in questione si è privato di tutti i guadagni che avrebbe continuato a fare tenendo il ristorante aperto. Un po’ come gli albergatori di Ischia e i liquami gettati nello stesso mare che attira turisti. Un po’ come troppe cose dappertutto, ci si sente persino più precari di quello che si è, e da ciò deriva uno scarsissimo senso etico, mi pare, e un appiattimento totale delle aspettative per il futuro (che non c’è).